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Economia / Il consulente? Ti serve anche se fai solo testa o croce

 

Il Sole 24 Ore ha recentemente proposto un sondaggio online chiedendo ai lettori di scegliere tra quattro opzioni.

Si trattava di decidere se lanciare una moneta per mille volte, sapendo che se usciva testa ci sarebbe stato un guadagno di 15 euro e se usciva croce una perdita di dieci euro (opzione A);

lanciarla consecutivamente per cento volte (guadagno di dieci euro se esce testa e perdita di cinque euro se viene croce, opzione B);

lanciarla dieci volte (guadagno se esce testa di 6 euro, perdita se esce croce di un euro, opzione C)

una sola volta (cinque euro guadagnati se esce testa, zero euro persi se viene croce, opzione D).

La prima opzione, sulla base di un calcolo di probabilità, consentirebbe di guadagnare 2.500 euro (si ipotizza che testa e croce escano grosso modo nella stessa percentuale), eppure ben il 49% dei lettori ha optato per lo scenario D: zero rischi, ma anche guadagno irrisorio (5 euro).

Il risultato non sorprende: come ti ho già spiegato altre volte parlando di finanza comportamentale, il timore della perdita nella mente del risparmiatore inconsciamente conta di più della speranza di guadagno.

Però questo esempio chiarisce particolarmente bene come spesso chi investe ragioni in modo dannoso.

Infatti l’opzione A, la monetina lanciata mille volte, sarebbe in effetti la più ragionevole: bisognerebbe essere davvero molto sfortunati per non guadagnare alcune centinaia di euro, dal momento che le possibilità che esca testa (15 euro di guadagno) sono esattamente le stesse che esca croce (perdita non di 15 ma di soli 10 euro).

Pensaci bene e a mente fredda usando un po’ di logica matematica: è molto probabile che chi sceglie questa opzione guadagni qualcosa di più o qualcosa di meno di 2.500 euro, ma è altamente improbabile che guadagni MENO di 5 euro o che addirittura perda!

Ti ho fatto questo esempio per spiegarti due cose.

La prima è che con il fai-da-te rischi di metterti nei guai o perlomeno di non sfruttare opportunità di guadagno. Già, perché se nella scelta delle monetine fossi stato assistito da una persona competente, distaccata e capace di fare un’analisi matematica, questa persona (il consulente) ti avrebbe suggerito l’opzione A o almeno l’opzione B e tu avresti guadagnato di più di miseri 5 euro.

La seconda considerazione è che, mentre nel caso delle monetine si tratta di fare una SCOMMESSA (uscirà testa o croce?) nel caso della scelta di un titolo o di un prodotto finanziario si parla di INVESTIMENTI, cioè di strumenti che non hanno rendimenti basati sul caso ma su una serie di fattori (durata, fondamentali economici di base, costi, stato dei mercati e così via) che, se ben conosciuti, diminuiscono la percentuale di casualità.

E questi fattori, ovviamente, in genere il consulente li conosce meglio di te, perché è il suo campo e il suo lavoro. E perché, non essendo coinvolto in prima persona in modo totale come te, può ragionare a mente più fredda.

Insomma, rifiutare l’apporto di un consulente finanziario per risparmiare sul suo (modesto) costo, è un solenne autogal e quasi sempre si trasforma in maggiori perdite o minori guadagni.

Non ragionare solo sul costo, del tutto sostenibile, della consulenza.

Ragiona anche sul costo (molto più consistente) della NON consulenza. E poi trai le tue conclusioni… 

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