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Economia / È ufficiale: in Italia ci sono più over 60 che under 30. Vuoi continuare ad affidarti (solo) all’INPS?

Non sappiamo come andrà a finire il confronto-scontro tra governo e Commissione Ue sul Def, né come evolverà lo spread nei prossimi mesi.

Come dico sempre, noi consulenti non siamo indovini e non possiamo azzeccare previsioni che a volte nemmeno grandi economisti o mega agenzie di rating riescono a centrare.

Però il nostro compito è quello di ragionare sui dati di fatto per aiutare te risparmiatore a mettere in piedi adeguate strategie di investimento, sostenibili per il futuro in arrivo. Ed è quello che cerco da sempre di fare.

Ecco perché segnalo due notizie che ho letto in questi giorni.

La prima dice che per la prima volta in Italia gli over 60 superano gli under 30: 28,7% di persone mature o anziane contro il 28,4% di giovani.

Pensa che solo nel 1991 gli under 30 erano addirittura il doppio degli over 60!

Questo la dice lunga sulla crisi demografica in atto. In questa sede non mi interessa dibattere se, per combatterla, sia meglio aprire le frontiere a tanti giovani provenienti da Paesi poveri o migliorare i salari, in modo da permettere ai giovani italiani di avere lavori meglio pagati e quindi di riprendere a fare figli. È una discussione politica e non mi riguarda. Come consulente devo però dirti che sicuramente questo è un problema per la tenuta del nostro sistema previdenziale pubblico.

Seconda notizia: mentre si dibatte sull’abolizione della Fornero (che tutto sommato si rivolge a persone che hanno lavorato tanti anni) ci si dimentica di dire che esistono nel bilancio dell’Inps voci ben più critiche.

Si parla delle baby pensioni,  introdotte nel 1973 dal Governo guidato dal democristiano Mariano Rumor e abolite solo nel 1992.

Una categoria, quella dei baby pensionati, che ancor oggi conta circa 400mila persone, per una spesa annua di 7,5 miliardi l’euro, che è più di quanto è richiesto per garantire la famosa quota 100 inserita in manovra.

I baby pensionati ancora in vita hanno di fatto passato in pensione il doppio o addirittura il triplo del tempo che hanno trascorso al lavoro! Anche in questo caso, non mi interesse parlare in termini morali o politici di questa questione. Ma, come consulente, anche in questo caso devo dirti che pure questo genere di pensioni sono un problema per la tenuta del sistema previdenziale pubblico.

La conclusione è semplice: metti insieme i bilanci sofferenti dell’Inps, i trattamenti pensionistici privilegiati nati nel passato, ma che continuano ad essere erogati, la dinamica di invecchiamento ormai cronico del Paese (più pensioni, meno contributi) e poi rispondi a questa domanda: sei sicuro che non sia il caso di cominciare a pensare a un piano previdenziale integrativo o a strumenti finanziari che svolgono funzioni simili?

Un pensiero su “Economia / È ufficiale: in Italia ci sono più over 60 che under 30. Vuoi continuare ad affidarti (solo) all’INPS?

  1. Sono d’accordo, infatti le persone dovrebbero comprendere l’importanza della pensione integrativa, anche se penso che nel caso delle nuove generazioni, dove l’ingresso nel mercato del lavoro e’ sempre più’ difficile e le retribuzioni spesso basse, difficilmente si vadano a destinare somme,seppur minime, verso forme di cui sopra, comunque credo che bisogna insistere molto sull’ educazione finanziaria, che nel nostro paese e’ praticamente inesistente, partendo dalla classe politica,e inserendola come materia scolastica .

    Saluti

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