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Economia / Qual è il vero ruolo del consulente finanziario?

Ottenere il miglior rendimento possibile sui risparmi che ha investito è il sogno erotico dei risparmiatori.

Ma attenzione: non è affatto l’obiettivo principale del consulente finanziario e non è quello che fa davvero la differenza per il risparmiatore.

Lo so che sembra strano, ma segui il mio ragionamento e vedrai che non ti sto dicendo una sciocchezza, ma una fondamentale verità.

Spesso, quando ti rivolgi a un consulente, ti interessa spiegargli quanto della tua liquidità vuoi investire e vuoi sapere quali rendimenti (grosso modo, ovviamente, non al centesimo di euro)  puoi ottenere usando uno o più strumenti finanziari: fondi azionari, obbligazionari o misti, piani di accumulo, investimenti su singoli titoli (più rari) e così via.

Ti affidi al consulente finanziario perché sai che conosce il mercato meglio di te (è il suo mestiere, non il tuo) e perché sai che, non essendo coinvolto in prima persona, saprà resistere alla tentazione di vendere o comprare in modo impulsivo, sotto l’influenza dell’emotività, e saprà mantenere le posizioni secondo l’orizzonte temporale predeterminato (ricordi? Ne abbiamo parlato pochi giorni fa), cambiando soltanto in presenza di evoluzioni molto marcate del mercato o delle esigenze della famiglia.

Quello che chiedi al consulente è giusto: è infatti molto probabile che il professionista riesca a guidarti meglio di quanto faresti da solo nella scelta dei prodotti finanziari su cui investire (definita asset allocation) e nella gestione di questi investimenti (asset management).

Però, se ci pensi, questa è la parte meno difficile del lavoro del consulente. Infatti, una volta che il risparmiatore ha imparato

a) a diversificare;

b) stabilire e rispettare l’orizzonte temporale degli investimenti;

c) controllare le emozioni nella gestione dei prodotti finanziari acquistati, può anche fare da solo.

Lo so, lo so, pochissimi arrivano a questo livello di competenza e infatti TI SCONSIGLIO VIVAMENTE di cercare il massimo rendimento possibile operando da solo.

Però, in teoria, una volta imparati i comportamenti virtuosi da adottare nel gestire il proprio portafogli (diversificare, non cedere all’impulsività, rispettare l’orizzonte temporale stabilito ecc.), il risparmiatore-investitore potrebbe anche fare da sé.

Magari con l’aiuto di qualche software finanziario, così detti ROBOADVISOR.

C’è una cosa che però rende oggi la consulenza professionale indispensabile e non sostituibile con nessuna applicazione informatica o con nessun fai-da-te: la necessità di pianificare i tuoi obiettivi di vita.

In passato, la presenza di un welfare solido e generoso, rendeva questo passaggio molto meno cruciale.

Era il welfare a garantire in buona parte a te e ai tuoi cari la protezione di cui avevi bisogno, le cure mediche di cui avresti avuto necessità, la pensione che avrebbe reso tranquilla la tua vecchiaia. Tutto ciò che guadagnavi, o quasi, poteva quindi essere usato per spendere o per investire.

Oggi no: oggi PRIMA devi capire come proteggere il tuo capitale umano e finanziario, come garantirti la vecchiaia, come far fronte agli imprevisti e solo dopo puoi investire ciò che resta per ottenere guadagni sui mercati.

A meno che tu stesso non sia un professionista della finanza, converrai che si tratta di un compito che solo un addetto ai lavori competente può guidarti a realizzare.

Ed è questo il grande valore aggiunto di noi consulenti, non la semplice individuazione dei prodotti finanziari che rendono di più.

Una volta si diceva: “Il consulente pensi a farmi guadagnare, al resto ci penso io”.

Oggi sarebbe molto meglio dire: “A ottenere buoni rendimenti posso riuscirci anche io… Ma per riuscire a mettere in ordine il mio capitale umano e finanziario e per raggiungere i miei obiettivi di vita, ho bisogno del consulente!”.

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