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Economia / Sai quanto spende di media ogni italiano in slot-machine?

Per carità, se hai tanti soldi e la passionaccia del gioco, puoi anche permetterti di puntare alle slot alcune migliaia di euro all’anno.

In genere, però, chi ha denaro da buttare sceglie di accoppiare all’azzardo una vacanza a Montecarlo o a Las Vegas, in un albergo di lusso tipo il Venetian (riproduzione in scala quasi reale della città lagunare), circondato magari da belle donne e champagne.

Non credo sia questo il caso dei tantissimi parmigiani che frequentano le tristi sale slot sulla vie cittadine o i bar di periferia e che nel 2016 hanno versato alle macchinette oltre venti milioni di euro.

Eh sì, perché la spesa pro-capite per parmigiano giocata alle slot è stata di oltre 1.100 euro, che su quasi 200mila abitanti del Comune fa appunto più di venti milioni spesi.   

E attenzione, la cifra è in difetto. Non solo perché nel  2017 e 2018 il fenomeno delle slot non è certo diminuito, ma semmai aumentato, ma anche perché, se dovessimo aggiungere quanto la gente spende in “gratta e vinci” e casinò online, il valore degli euro giocati (anzi: “buttati”) probabilmente sarebbe doppio o giù di lì.

Proviamo a ragionare.

Se la spesa pro-capite per le slot a Parma (e nel resto d’Italia la situazione non è diversa) è di 1.150 euro e considerando che, a stare larghi, alle slot giocherà un parmigiano su tre, ne deduciamo che ci sono decine e decine di migliaia di persone, nella nostra città, che si giocano quattro, cinque, seimila euro ogni anno.

Del resto, l’offerta non manca: gli apparecchi rintracciabili negli esercizi pubblici cittadini erano già nel 2016 oltre 1.300.

Certo, il gioco è anche una droga.

Ma chi comincia non è “ancora” drogato: lo diventerà dopo.

Chi comincia è spinto dal sogno di superare le proprie difficoltà economiche, acuite dalla lunga crisi, facendo il colpaccio.

Cosa che riesce a pochissimi, mentre quasi tutti gli altri subiscono perdite, per recuperare le quali continuano a giocare, buttando via sempre più denaro.

Un circolo vizioso.

Ci vuole poco a capire che scelta di giocare, non per il milionario appassionato di azzardo, ma per l’uomo della strada, è irrazionale, dettata dall’emotività eccessiva e perdente, esattamente come quella di chi, spinto dal panico, compra e vende prodotti finanziari nel momento sbagliato.

Come consulente, in questo caso, non mi propongo certo di gestire le tue emozioni alla slot machine, Dio me ne scampi.

Ma un ragionamento voglio aiutarti a farlo.

Lo sai che con 1.100 euro all’anno puoi finanziarti un (seppur modesto) piano di accumulo? E che con i tre o quattromila euro annuali che ti giochi al bar, ti puoi garantire una buonissima pensione integrativa, tanto per fare un esempio?

E cosa farci con mille o 3/4.000€ annui? Beh, innanzitutto programmare il futuro tuo e della tua famiglia, l’istruzione dei figli, un motorino quando avranno 14 anni (ad esempio), oppure un master post-diploma, o anche semplicemente prevenire problemi più gravi, come tutelare la tua capacità di produrre reddito (e non di consumarlo al gioco).

Certo, con i prodotti finanziari il Jackpot non lo puoi centrare, ma dal momento che, tra chi gioca, lo vince uno su un milione, non è forse meglio usare i tuoi soldi per garantirti l’obiettivo di un futuro sereno?

Fonte dei dati riportati: https://lab.gedidigital.it/finegil/2017/italia-delle-slot/

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