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Economia / Che tipo di investitore sei?

Possiedi un patrimonio che, senza necessariamente essere definito milionario, ha una certa consistenza e comprende alcuni di questi elementi: immobili, liquidità, beni di lusso (auto di valore, gioielli, oro), partecipazioni in imprese (magari quella di famiglia), polizze assicurative?

Se sì, questo articolo fa per te.

Se non è invece il tuo caso, continua a leggere comunque: in queste righe ci sono riflessioni interessanti anche per chi ha un patrimonio più contenuto e meno variegato.

Chi possiede diversi asset ha bisogno di proteggerli, implementarli e fare in modo che siano collegati tra di loro col massimo profitto.

Si tratta di risorse tra loro distinte ma che, se non vengono coordinate in modo efficace, possono perdere valore e soffrire di sgradevoli imprevisti. Sul piano fiscale, per esempio, se non individui come inquadrare giuridicamente questi beni. O quando entra in ballo il tema della successione, che è spesso una nota dolente per tanti individui, famiglie e imprese famigliari.

Come sai, esistono dei professionisti della consulenza che seguono a 360 gradi i patrimoni più variegati e complessi della media. Sono i Wealth Manager, i manager della (tua) ricchezza e se, ancora non hai affrontato bene il problema, ti consiglio di cominciare subito ad avvalertene. Ovviamente, io sono qui per aiutarti a individuare assieme a te le risposte più adeguate alle tue domande.

Se invece non sei titolare di un patrimonio ingente, segui comunque quello che sto per dire: è molto significativo. In un recente studio, la fondazione nazionale dei Commercialisti ha preso in esame una ricerca condotta presso i clienti dei servizi di Private Banking.

È emerso che chi ricorre a forme di consulenza più evoluta e personalizzata si divide in quattro categorie: il 28% ha un approccio tradizionalista, il 27% è distaccato, il 27% è distratto e soltanto il 20% è un cliente INGAGGIATO.

Che cosa significano questi aggettivi?

Il cliente tradizionalista è un conservatore, si appoggia a un consulente più per mancanza di tempo che per sfiducia nelle proprie capacità (si ritiene un buon amministratore dei suoi soldi), non ama spendere e vuole risparmiare. Inoltre è piuttosto attento alle performance dei suoi investimenti finanziari, quindi ha sempre l’occhio sull’andamento dei mercati.

Il distaccato, invece, tende a spendere di più, ha fiducia nella sua capacità di comprare e vendere prodotti finanziari, usa il consulente solo se gli costa poco e ha il suo vero timore nell’instabilità dei mercati. Spesso, è colui che sta bene e teme un cambiamento verso il peggio.

E il cliente distratto? È quel tipo di persona benestante che ama spendere, non guarda costantemente entrate e uscite, si preoccupa di più di proteggere sè, i suoi cari e la sua impresa con strumenti assicurativi. È (giustamente) molto attento al tema della successione, ma anche lui guarda con molta costanza all’evoluzione dei mercati: spread, indici di Borsa, singoli titoli, eccetera. Forse chiamarlo “distratto” non è poi così giusto, a ben vedere…

Infine c’è il cliente “ingaggiato”. E’ il più ottimista. Infatti non si preoccupa eccessivamente dell’andamento dei mercati, dello spread e del contesto generale. Anzi: gli gli piace spendere ed investire. Ma non per questo è un irresponsabile. Infatti il cliente INGAGGIATO è quello che più di tutti ritiene un fattore-chiave la bravura del consulente e non sta perciò a guardare troppo al mezzo punto percentuale in più o in meno di commissione. L’importante è che il servizio ricevuto, basato sulla fiducia reciproca, gli consenta di far fronte alle sue maggiori preoccupazioni: la protezione propria, dell’impresa e dei figli, attraverso opportuni strumenti assicurativi. E una successione ben disegnata, conveniente anche sul piano fiscale.

Ognuno di questi quattro profili ha caratteristiche positive e a tutti vanno date risposte adeguate sulla base delle loro esigenze anche psicologiche. Ma, da consulente, devo dirti che ritengo più “illuminato” il cliente “ingaggiato”. Perché ha capito ciò che cerco sempre di spiegare: l’importante non è seguire giorno per giorno le Borse alla ricerca del margine, ma creare una pianificazione iniziale con orizzonti temporali diversificati, sapendo che comunque, sul lungo periodo, i mercati pagano sempre. Quindi costruire tutte quelle protezioni necessarie a raggiungere e mantenere i tuoi obiettivi di vita. Senza dimenticare mai l’aspetto fiscale (vedi successione, per esempio).

A me sembra il modo più efficace di procedere, indipendentemente dalle dimensioni e dalla complessità del patrimonio. E tu, quanto “ingaggiato” sei?

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