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Economia / Serve carta per la stufa? Usa le previsioni sui mercati finanziari 2019

Il periodo invernale in effetti richiama l’utilizzo smodato del riscaldamento casalingo, ma purtroppo è anche periodo di resoconti e previsioni.

Sui primi, c’è poco da aggiungere, i dati parlano chiaro.

Il 2018 verrà ricordato come uno tra i peggiori anni di sempre per gli investimenti finanziari.

Le aree tradizionali dove si concentrano il grosso dei soldi degli investitori (azioni, obbligazioni, Titoli di Stato) sono tutte generalmente in terreno abbondantemente negativo.

Questa, però, è anche una buona notizia per chi sta investendo in modo costante e dilazionato, magari con robusti piani di accumulo sia previdenziali, sia di medio-lungo termine su fondi azionari, ad esempio.

In questa fase, infatti, se stai investendo denaro stai comprando a prezzi più bassi rispetto ai mesi precedenti, quindi puoi accumulare molte quote che torneranno molto utili in futuro, a prezzi più elevati. In pratica, compri a sconto, come ai saldi invernali in arrivo fra qualche giorno.

Per quanto riguarda le previsioni, invece, negli ultimi giorni sono stato inondato di e-mail con report di analisi sull’andamento ipotizzato dei mercati per il 2019 ed alcuni mi sono arrivati anche cartacei in ufficio.

Una manna per la stufa.

Non voglio di certo svelarti io cosa i gestori di tutto il mondo pensano dei prossimi 12 mesi. Non mi interessa e non è il mio lavoro.

Lascia che te ne spieghi il motivo.

Le previsioni, come tali, sono considerazioni fatte a priori: si tratta di opinioni, più spesso scommesse.

Certamente sono basate su dati e informazioni ritenute affidabili, non vengono fatte a casaccio sia chiaro, ma allora come mai nella maggior parte dei casi i gestori ciccano le previsioni?

Innanzitutto per i quotidiani e le riviste specializzate è ormai diventata un’abitudine pubblicare le previsioni, come quelle astrologiche, sull’andamento dei mercati.

Il giornalista intervista una serie di importanti gestori di case di investimento, si guadagna la pagnotta e l’editore è contento del pezzo dato in pasto ai lettori.

Perchè forse è colpa nostra, noi avidi lettori, speranzosi di capire già da subito dove mettere i nostri soldi per spuntare qualche denaro in più.

Peccato che, come evidenziano i fatti, nella stragrande maggioranza dei casi le previsioni sono sbagliate.

Allora i gestori o il giornalista ti vogliono fregare? Macchè, nessuno vuole truffarti.

Secondariamente, in maniera molto banale il discorso si risolve nell’incapacità dell’essere umano, pur supportato dai dati e da tutto quanto la tecnologia mette a disposizione, di poter sapere prima e con certezza come possano andare le cose.

E’ una vana aspettativa e di conseguenza diventa inutile e dannoso farlo.

Perchè inutile e dannoso? Perchè ci si affanna con speranze ed attese che non andranno a buon fine perlopiù.

Certo, nel marasma delle previsioni, qualcuno azzeccherà il risultato corretto di una determinato investimento, ma è impensabile affidare i proprio risparmi alla roulette russa, con la speranza di poter terminare il giochetto con tutte le dita salve.

Inoltre non è detto poi che capiti che questo gestore azzecchi la previsione anche l’anno successivo.

Ad esempio ho riesumato da un angolo dell’armadio del mio ufficio, alcune previsioni per il 2018, fatte esattamente un anno fa.

Prendendo in esame l’indice azionario principale americano, quello che è andato più vicino al dato attuale, aveva previsto un andamento del mercato maggiore del 10% rispetto al suo reale valore oggi.

Ti lascio quindi una regola importante: mai sottovalutare i mercati, cioè mai prendere sotto gamba quello che possono esprimere, sia in termini negativi, sia in termini di crescita.

Certamente dare una valutazione oggi di quelo che potrebbe essere il risultato fra 12 mesi, mentre siamo offuscati dai timori di queste settimane, influenzerà in modo negativo la nostra percezione di rischio e di rendimento.

Viceversa farlo dopo un anno di crescita, come è stato bene o male il 2017, può aver indotto i gestori a sottostimare i rischi relativi ad alcuni settori, come quello delle obbligazioni, invece sempre presenti e mai scomparsi.

Anche questa è finanza comportamentale ed è la base della gestione sana e proficua dei tuoi risparmi.

Non stiamo parlando di chi vince quella partita o quel campionato, stiamo parlando del tuo futuro e della tua tranquillità, che si traduce in scelte finanziarie oculate, ponderate e precise per te e per i tuoi cari.

E’ la differenza tra poterti permettere un’istruzione di livello (magari all’estero) per tuo figlio o un istituto statale, oppure di consentirgli di iniziare un’attività con le spalle coperte o di farlo andare prima in banca a sentire se possono dargli quel prestito per aprire la sua attività.

Oppure per te, di poterti garantire una pensione serena oppure di dipendere dallo Stato e dagli importi di pensione che deciderà lui di darti.

Per questo tipo di soluzioni, non si può rischiare di scommettere. O meglio, puoi farlo, ma non con me.

Con l’esperienza, ho inoltre potuto constatare che in funzione della provenienza dei soldi, alcune persone danno un peso diverso al rischio ed alla cura con cui trattano il denaro di loro proprietà.

Ad esempio ci sono persone che hanno una scarsa attenzione del denaro regalato loro oppure frutto di vincite o lasciti, mentre per tanti altri il legame che li stringe ai risparmi è molto forte, perchè sono frutto del lavoro proprio o del sudore di genitori o nonni.

In entrambi i casi ho profondo rispetto per la ricchezza che le persone hanno da parte e provo grande fastidio quando vengono prese decisioni che distruggono i patrimoni perchè in prima persona so quanta fatica hanno dovuto fare le persone che li hanno accumulati.

Quindi, che fare?

L’unica via è quella di diversificare ed applicare una pianificazione scrupolosa ed attenta dei tuoi risparmi attuali e futuri.

Devi dare un nome ai tuoi soldi, cioè metterli da parte con un obiettivo specifico per i prossimi anni; concentrarti sul risultato finale, cioè il reale bisogno che ti spinge a non spenderli tutti, ma accantonarli.

Questo ti consentirà di salvarti dal pericolo di prendere strade sbagliate che possono azzerare, come le scommesse, i tuoi soldi investiti.

Perchè è sempre meglio osservare le oscillazioni del proprio patrimonio e magari sfruttarle, come puoi ad esempio fare in questi momenti, rispetto a vederti azzerato un titolo perchè l’azienda o lo Stato su cui hai investito sono falliti.

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