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Economia / Come puoi valutare il tuo consulente finanzario?

 

 

“Marco, la mia banca mi da l’ X% all’anno, ma SICURI! E tu quanto mi dai? Senza rischi, sia chiaro eh! Se mi dai di più, te li do!”

Amico mio, non ci siamo proprio.

Mica sei entrato in un’agenzia di scommesse dove per la stessa giocata puoi spuntare condizioni differenti.

Qui stiamo parlando del tuo futuro, della serenità e della qualità di vita della tua famiglia e dei tuoi cari per i prossimi anni. E te li vuoi giocare così?

Lascia perdere, davvero. Te lo consiglio per il tuo bene. Se ragioni così, a te non serve il mio aiuto.

Se pensi che sia solo questione di tasso, chiudi subito questa pagina.

Non fa per te, non è il posto in cui puoi trovare l’affannosa ricerca della percentuale più alta del mercato o il prodotto più redditizio del momento.

Se sei ancora in linea, invece, ho tante buone notizie ed indicazioni per te.

Perché?

Perché parlerò di te e di come capire in quale modo poter vivere meglio il tuo domani.

L’ ho presa un po’ alla larga, ma il discorso è molto curioso e ti può aiutare.

Nella gestione dei tuoi soldi in banca, infatti, mediamente tendi a paragonare e fare valutazioni circa i risultati ottenuti, ma non alla reale loro utilità nella tua vita o alla relazione con i rischi percorsi per raggiungere quei risultati.

Ti spiego cosa intendo.

Molte volte ho visto investimenti considerati sicuri e con buoni rendimenti vanificati poi dalla perdita totale dei soldi investiti. “Sicuri” sì, ma fino al giorno prima.

Perché finché non succede nulla non consideri i rischi, ma quando si verifica il problema, allora ormai è tardi per metterci una pezza e i rischi si sono trasformati in perdite.

In parole ancora più semplici voglio dirti che NON puoi limitarti esclusivamente al rendimento per valutare il lavoro di un consulente finanziario.

Anche perché magari oggi i risultati ci sono e sei soddisfatto, ma domani potrebbero non esserci più e allora il tuo referente è diventato tutto d’un tratto un incapace?

Assolutamente no.

Motivo per cui, ho pensato di darti alcuni suggerimenti per valutare al meglio il lavoro di un consulente finanziario. Segui bene questi 5 punti.

 

  • Di cosa parlate nei vostri incontri?

Ci sono argomenti più o meno utili, certamente è inutile parlare di quei temi sui quali né tu né lui potete incidere, cioè i mercati finanziari.

Ad esempio prendere decisioni sui suggerimenti dei gestori dei fondi di investimento basate sulle loro previsioni è quantomeno illogico visto che mentre stiamo parlando, le loro idee possono essere già cambiate più volte. Di base le loro previsioni non sono attendibili, ma ogni tanto nel mucchio qualcuno ci si avvicina. In effetti anche io se ogni giorno ti dico che domani ci sarà il sole, prima o poi ci becco.

 

  • I mercati calano e lui diventa un fantasma?

È certamente facile farsi vedere quando le cose vanno bene, molto meno quando ci sono problemi, magari legati ad un investimento non positivo.

Il consulente non può agire sui mercati, non è nei suoi compiti, né è tenuto a farlo, pertanto non può esserne reputato responsabile.

D’altra parte è importante che, senza farsi prendere dal panico lui stesso, abbia risposte chiare circa il tuo progetto, anche nei momenti meno felici.

Tu puoi essere preso dalla paura, ma un consulente finanziario no.

Deve saperla gestire e combattere, per te.

 

  • Quanto si aggiorna durante l’anno?

Non mi riferisco agli incontri organizzati dalle case di gestioni di fondi, che sono sempre più occasioni per abbuffarsi al banchetto della colazione o per accaparrarsi qualche gadget e farsi vendere qualche nuovo prodotto da presentare ai clienti.

Parlo di nuove normative, corsi specifici per consulenti che riguardano i temi che poi sono oggetto dei vostri incontri. Ad esempio? Come trasferire la ricchezza a figli e nipoti, la fiscalità dei prodotti finanziari, aggiornamenti assicurativi, anti riciclaggio, educazione finanziaria, crescita personale, etc.

Un professionista che si aggiorna e studia sta certamente mettendo in atto un comportamento utile per te.

 

  • Quanto ti conosce?

Per strutturare un piano di consulenza, deve conoscerti. Altrimenti è come fare la pizza in casa, ma senza sapere gli ingredienti e la ricetta. Da dove parti? Quanta fame hai? In quanti siete?

Se non ti pone alcune domande personali, magari per pudore o privacy, allora il progetto per te non può essere completo, né adeguato.

Un esempio? Sei sposato? Hai figli? Se sì, quanti anni hanno? E nipoti? Quale è la tua retruibuzione annua? E quella complessiva della tua famiglia? Hai mutui/finanziamenti? Hai già fatto i conti con la busta arancione dell’INPS? E così via in profondità, fino a trovare le VERE esigenze della famiglia.

 

  • Si prende responsabilità importanti per te?

Non mi riferisco al fatto che esegua operazioni per conto tuo se non ne hai voglia, ma sto pensando ad un livello più elevato e cioè che si prenda responsabilità nello spiegarti le cose veramente utili per te, che non è trovare il prodotto migliore sempre, ma ad esempio garantire la stabilità della tua famiglia, magari parlandoti di quelle coperture assicurative (caso morte, invalidità permanente, responsabilità civile verso terzi, ad esempio) che non hai mai voluto sottoscrivere perché porta sfiga parlarne oppure perché… tanto a me non succede.

 

L’obiettivo di questo articolo è di fornirti alcuni spunti ed indicazioni utili per saper valutare meglio il lavoro di un consulente finanziario professionista e se vuoi saperne di più sulle modalità con cui opero e fornisco questo servizio alle famiglie che seguo, non ti resta che contattarmi ai riferimenti che trovi in questa pagine.

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