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Covid-19 / Raccolta fondi per la Terapia Intensiva di Parma

Da qualche giorno passo praticamente l’intera giornata tra pc e telefono.

Lo smartworking di questi tempi per me è così: pochi contatti umani, ma una marea di quelli virtuali.

Ho perso la cognizione dei giorni della settimana, mi sembrano tutti domeniche visto che sono a casa dall’ufficio o dagli appuntamenti e così penso spesso alle ore che tutti noi stiamo vivendo.

Cosa farà la gente in casa?

Come passerà il tempo sul divano?

Perché in teoria dovremmo stare in casa anche se… vabbeh, questa è un’altra storia.

Beh, sta di fatto che c’è il grosso rischio di non fare nulla, lasciar passare il tempo senza aver fatto qualcosa di utile o di costruttivo. Penso anche ai giovani studenti che senza le scuole e l’università sono “disoccupati”.

Si dice che i giovani d’oggi siano sfaticati e molti non pensino neanche al loro futuro.

Forse alcuni sono così, ma in cuor mio spero sempre che ci siano persone che nel profondo si diano da fare anche per quelli che non fanno nulla. Che vuoi farci, sono un ottimista e quindi preferisco vederla così.

Comunque girando sulle rete, scopro che alcune aziende nonostante il periodo non particolarmente favorevole hanno donato un mucchio di soldi agli ospedali in difficoltà e così ho trovato che un gruppo di ragazzi, studenti universitari, ha deciso di usare la tecnologia e sfruttare anche il buono del progresso.

In pratica in quattro e quattro otto hanno messo in piedi una raccolta fondi (“crowfunding”) in favore della Terapia Intensiva dell’ospedale Maggiore di Parma che sta superato abbondantemente la somma di 200.000€! E considera che si tratta di tanti piccoli versamenti fatti da tante persone, anche con un minimo di 5€.

Ho così cercato subito informazioni sui promotori dell’iniziativa e mi sono detto che in tempi di “guerra” come quelli che stiamo vivendo, è giusto dare spazio a queste cose che magari possono sembrare una goccia nel mare, ma che sono certo potranno aiutare a salvare qualche vita e rappresentano una grande soddisfazione e motivo di orgoglio per i partecipanti e per gli organizzatori.

Su Facebook ho trovato Serena Gaccione, è lei la giovane studentessa universitaria che sta portando avanti la raccolta assieme ad altri studenti.

Ho pensato che darti qualche notizia positiva e qualche raggio di speranza possa essere più utile che fare la conta dei contagiati e dei decessi, come succede a tutti gli altri mezzi di informazione di massa.

Così andiamo a conoscere Serena e il progetto di questa ragazza.

Ciao Serena, mi sono imbattuto nella vostra stupenda iniziativa di raccolta fondi quasi per caso e mi ha colpito da subito. Ho letto che siete studenti universitari, ma in particolare chi siete e come vi è venuta questa idea?

Serena: Tutto è nato quando, grazie all’iniziativa di raccolta fondi di Chiara Ferragni e Fedez per l’ospedale San Raffaele, sono venuta a conoscenza della possibilità di fare un crowdfunding in modo semplice e veloce attraverso una nota piattaforma americana. Il vantaggio di questa piattaforma non si limita alla facilità di sharing, ma soprattutto ha permesso a tutte le persone di donare qualcosa, anche poco ma qualcosa. Ogni cifra è importante.

I nostri ospedali stanno vivendo un momento tragico e hanno bisogno dell’aiuto di tutti: questa era un’ottima occasione per includere tutti i cittadini di Parma e non solo. Essendo io una studentessa di Finanza all’Università Cattolica di Milano, ho deciso di confrontarmi con una persona adatta per il tema di questa iniziativa, Stefano Bacchini, studente di Medicina e Chirurgia del quinto anno.

Insieme abbiamo creato un team con altri studenti di medicina, che hanno fin dal primo momento contribuito in maniera eccellente, spinti da una grande forza di volontà ed entusiasmo e per questo vorrei ringraziarli uno ad uno. Alessandro Fanti, Marco Masetti, Lorenzo Rotelli, Giacomo Toscani, Tommaso Trombini e Luca Vento sono stati essenziali.

In generale si parla di giovani svogliati, viziati e superficiali, ma questa iniziativa sta dimostrando il contrario, cosa puoi dirci davvero sui giovani studenti di oggi?

Serena: Vogliamo partire dicendo che le generalizzazioni non ci sono mai piaciute, esistono sfumature come in tutte le cose. Spesso la nostra generazione e quelle precedenti non si incontrano, non si comprendono, creando una visione distorta. Vedere le cose da un punto di vista nuovo, diverso da quello abituale, può essere difficile. I social, spesso demonizzati, se usati consapevolmente, possono portare a risultati inimmaginabili, permettendo anche alle persone comuni di poter partecipare e dire la loro opinione. In un mondo veloce e dinamico la continua innovazione è necessaria.

Ad esempio, durante questa iniziativa abbiamo riscontrato diversi ostacoli perché l’azienda ospedaliera non è solita utilizzare piattaforme online. Speriamo che gli ospedali possano accogliere in futuro queste modalità più liberamente e senza timore.

Vogliamo anche sottolineare che tantissime persone, giovani e meno giovani, hanno preso parte all’iniziativa, superando i sette mila donatori. E di questo noi siamo grati.

Cosa vi motiva ad investire il vostro tempo in questa iniziativa?

Vari medici, specializzandi e infermieri ci hanno contattato e hanno espresso la loro gratitudine non solo nei confronti di chi ha preso l’iniziativa, ma soprattutto verso chi ha risposto e condiviso:

“Sentiamo ogni giorno l’appoggio e sostegno di tutti voi. Questo ci dà la forza di andare avanti, perché credimi siamo sfiniti, demoralizzati, affaticati mentalmente, ma il senso del dovere, l’amore per questo lavoro e il calore delle persone dà un significato a tutto”

“Volevo ringraziarvi a nome di tutti noi. Ci avete riempito il cuore di gioia. Siamo veramente commossi. Grazie

“In ospedale non si parla che di voi, siete l’unica cosa bella della giornata”.

Il loro impegno prima e queste parole dopo ci danno la forza di continuare a portare avanti il progetto e a donare.

Bene Serena, ti chiedo di riepilogare le modalità con cui le persone possono contribuire e ti rinnovo i miei complimenti per quello che state facendo.

Grazie a te per aiutarci a diffondere questa iniziativa!

Il procedimento è immediato, è necessaria solo una connessione internet e una carta abilitata agli acquisti online. Bisogna innanzitutto entrare nella nostra pagina che troverete sul sito www.gofundme.com: il nome della raccolta fondi è “Covid-19, sosteniamo la Terapia Intensiva di Parma”.

Successivamente cliccate sul tasto “Fai una donazione”, inserite l’importo che vorreste donare (ricordandovi di azzerare i costi della piattaforma che sono facoltativi) e i dati della carta. Infine, confermate.

La campagna rimarrà attiva anche dopo il primo versamento.

Abbiamo raccolto più di 230 mila euro in meno di 48 ore (dati alle ore 18 di mercoledì 11 marzo, ndr), questo è stato un bellissimo segnale da parte dei cittadini. Vogliamo ringraziare nuovamente tutte le persone che hanno dato credibilità all’iniziativa fidandosi di noi.

Ricordatevi: together, we are stronger.

Serena, complimenti ancora per l’impegno che state mettendo a vantaggio di chi ha bisogno.

Credo e vi auguro che i segnali “deboli”, come questo, possano smuovere situazioni più “grandi”, come l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando.

In bocca al lupo!

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