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Economia / Facce da PIR

Con l’inizio dell’anno sono operativi i PIR (Piani Individuali di Risparmio) e non a caso da qualche settimana ne sto diffondendo con convinzione le caratteristiche tecniche e di innovazione che li contraddistinguono.

Infatti siamo finalmente di fronte a un prodotto finanziario a misura di piccolo-medio investitore (è dedicato a persone fisiche per un importo fino a 150mila euro totali, con versamento annuo di massimo 30.000€) che può essere vantaggioso sia per chi investe sia per l’economia reale italiana, che affronta un prolungato periodo di crisi.

I PIR sono strumenti che investono al 70% su aziende italiane o con stabile sede in Italia ed in particolare sulle pmi che oggi tanta difficoltà hanno a ricevere credito.

Questi prodotti lasciano una certa libertà al risparmiatore e al suo gestore (si può per esempio sia investire in azioni che in minibond delle aziende prescelte) e danno un grande vantaggio a chi vi colloca i propri risparmi: zero tasse sul capital gain e su eventuali tasse di successione!

Attenzione, però: è un investimento che, se si vuole mantenere l’esenzione fiscale, deve durare almeno cinque anni.

Gli italiani che non investono i propri risparmi, soprattutto verso società italiane, sono ancora tantissimi: nel nostro Paese ci sono quasi mille e cinquecento miliardi di euro tenuti in naftalina su strumenti di liquidità.

E’ il momento di farli fruttare, anche perchè l’inflazione nonostante non si veda, erode il patrimonio che non ha destinazione di medio-lungo periodo.

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