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Economia / I bufalari delle criptovalute

Nel mondo della finanza c’è di tutto. Compresi furbi e irresponsabili.

E’ il caso di quegli operatori, alcuni persino autorizzati, che ti propongono di investire in strumenti basati sulle criptovalute e che a loro dire, garantiscono guadagni mensili a doppia cifra.

Ne ho incrociati alcuni, che si muovono anche su Facebook, e ti consiglio di starne alla larga.

Le criptovalute sono monete virtuali, emesse da soggetti privati, che possono essere usate nelle transazioni online. La più famosa è Bitcoin, ma ne esistono centinaia e centinai.

Vengono convalidate tramite complicati protocolli informatici in possesso solo dell’emittente e dei soggetti che devono certificare le transazioni.

La quantità che si può emettere è limitata, per evitare che perdano valore, ma non esiste un mercato regolamentato.

Si tratta di un sistema interessante per chi vuole acquistare o scambiare beni e servizi via Internet, ma altre funzioni, se le cose non cambieranno con il tempo, al momento non ne hanno.

Infatti:

1) Non hanno una banca centrale di riferimento che fa da garante, quindi non sono vere valute che possono essere convertite per esempio in euro o dollari. E infatti sono assenti nei circuiti interbancari. Sono insomma moneta che fuori dal web non vale.

2) Non hanno un’area macroeconomica di riferimento. La criptovaluta quindi non ha alcuna relazione con l’andamento di una economia reale: è una moneta indipendente dai “fondamentali”.

3) Ha, come detto, emissione limitata e questo significa che il suo prezzo è determinato solo ed esclusivamente dalla domanda e dall’offerta che si genera nel trading di breve periodo. Questo significa che è una moneta che non serve come garanzia o copertura dei rischi, ma proprio solo per il trading.

4) Ce ne sono già fin troppe, alcune scompariranno, altre potranno essere perdute perché gli hacker a volte sono in grado di rastrellarle. Quindi sono altamente rischiose.

5) Ci sono già stati casi di “piramidi finanziarie” costruite sulle criptovalute. I primi fortunati che vi entrano portano a casa lauti incassi, gli ultimi che abbocano, rimangono con il cerino in mano, senza soldi. Un classico schema Ponzi, insomma.

La differenza tra gli investimenti e il gioco d’azzardo è che negli investimenti si considerano sia la statistica che i fondamentali.

Si valuta la tolleranza al rischio, si valuta l’orizzonte temporale, i bisogni della famiglia di cui fai parte, le caratteristiche dell’investimento che DEVE essere collocato all’interno di un progetto di vita finanziaria.

Se non c’è progetto,  non c’è investimento.

NO PROGETTO? NO INVESTIMENTO!

Ebbene, nelle criptovalute i fondamentali semplicemente non esistono e la pianificazione finanziaria non c’entra. E’ roba per opportunity seeker, di basso profilo anche.

E’ perciò una follia usarle per investire.

Si può farlo se si ragiona con quei soldi che si è disposti a perdere completamente.

Ma, in quest’ultimo caso, forse è meglio e più divertente andare al casinò.

Dillo ai bufalari che te le propongono per investire e generare rendite mensili certe.

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