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Economia / Se l’investitore è una testa di BOT

“Marco, voglio stare al sicuro! Mi raccomando capitale garantito, nessun rischio! Va bene anche un 2/3% annuo, ma niente cose rischiose!”.

All’incirca è cosi che si svolge il dialogo ancor oggi tra un investitore e il suo consulente finanziario (lo stesso dialogo lo si ascolta anche in banca, dove però le risposte sono molto diverse, ma questo è un altro discorso).

Che cosa vuole dire, in soldoni, l’investirore?

Chi fa il mio mestiere sa qual è la traduzione: “Comprami un po’ di BOT o BTP”.

I Titoli di Stato continuano a sembrare ai più un investimento per nulla rischioso che offre un rendimento certo, come era per i nostri genitori e nonni.

Nulla di più sbagliato.

BOT, CCT e BTP sono oggi titoli di uno Stato pieno zeppo di debiti – e quindi non sono strumenti senza rischio.

Ci attenderemmo almeno un rendimento congruo al rischio che si mette in portafoglio, allora.

Neanche questo però è vero.

Quanto rende un BOT a 12 mesi oggi? -0,25%, cioè sei tu che paghi lo Stato per farti tenete i soldi, e li presti pure ad un’entità in costante e continua difficoltà.

Ciononostante molti continuano a investire direttamente o indirettamente (tramite per esempio le polizze a gestione separata che hanno sottoscritto con la banca o la compagnia assicurativa) in questo strumento che non è più né sicuro, né minimamente redditizio.

Oggi si può ottenere un qualche rendimento solo sui Titoli di Stato a lunghissimo termine, ma affrontando tutte le oscillazioni e i rischi che ciò comporta. Sei disposto a questo?

Allora, caro investirore, prima di chiedere i titoli di Stato, ascolta e valuta il mercato come è ora.

Pasti gratis non ce ne sono più e l’unico modo per affrontare il futuro è quello di pianificare per ogni tuo obiettivo il denaro che ti servirà e custodirlo all’interno di un contenitore temporale adeguato a risolvere quella tua esigenza.

In questo modo riuscirai a combinare sicurezza, rendimento e rischio in un mix utile per te e non solo dannoso come sarano nei prossimi anni i Titoli di Stato.

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