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Economia / Il mistero del debito pubblico (che aumenta sempre anche se ci riempiono di tasse)

E’ di oggi la notizia che siamo arrivati a quota 2.260 miliardi di euro di debito pubblico, nuovo record.

Come mai nonostante i sacrifici che facciamo e 20 anni di avanzo primario – una specie di record mondiale (lo Stato incassa di più di quello che spende dalla seconda metà degli anni 90) – questo maledetto debito non cala?

Le ragioni sono due.

La prima è che non c’è crescita e siccome il debito non si calcola in valore assoluto ma in rapporto al Pil, se non cresci finisci per indebitarti anche se tagli.

La seconda ragione è che siamo sommersi di interessi sul debito: un circolo vizioso da cui non si esce.

E non soltanto in Italia: pensa che il debito pubblico mondiale oggi vale 61 TRILIONI, il doppio rispetto a dieci anni fa.

E’ un sistema che, per i Paesi più deboli, a un certo punto diventa insostenibile.

Non a caso il Vaticano sta studiando una proposta di riduzione del debito di diversi Paesi del Terzo Mondo.

Ma ci sono anche altri Paesi, come il nostro, che rischiano di non poter sopportare altri anni di austerità sostanzialmente inutile.

Ridiscutere i debiti, un po’ tutti i debiti, non è una proposta da pazzi o da irresponsabili: ci dovremo arrivare anche nei Paesi del mondo occidentale.

PS: Intanto che facciamo austerità, però, facciamola per bene, invece di iniettare miliardi per Mps e Alitalia in assenza di piani industriali seri che garantiscano che questi soldi siano spesi bene.

Di interessi (e tasse) ne paghiamo già abbastanza.

Ah, dimenticavo, ma tutto questo debito pubblico italiano che fine fa?

Beh, il Ministero dell’Economia e delle Finanze lo incarta di nuovo, lo infiocchetta e ce lo vende sottoforma di BOT e BTP che la gente continua a comprare o come titoli singoli o come contenuto di fondi o polizze.

E’ più chiaro ora perchè detenere BTP sia alquanto dannoso? Si tratta di una bomba ad orologeria che è destinata a scoppiare, lasciando morti e feriti neanche tanto figurati, poi.

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