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Economia / Il mio nome è bond, secolar bond

Ventitre anni e tre default, ma l’ottimismo e forse la spregiudicatezza non mancano agli argentini.

E’ infatti notizia di questi giorni l’emissione di un bond, cioè un prestito obbligazionario, di 2,75 miliardi di dollari da parte dello Stato argentino per un durata di 100 (cento!) anni, con tasso dichiarato di 7,9%.

Questo, tra le obbligazioni di durata similare, è il rendimento più alto che puoi trovare sul mercato.

A tuo beneficio, ricordo che il crack precedente è stato di circa 100 miliardi e che ancora oggi un mare di risparmiatori ancora si lecca le ferite, dopo aver perso soldi e fiducia nel sistema, allettati da rendimenti fuori mercato, ma poi scottati da rimborsi esigui dei propri investimenti.

Appare evidente che questo tipo di emissioni, come il BTP italiano con durata 50 anni lanciato lo scorso autunno ed ora già sott’acqua come un sottomarino (circa -13% in pochissimi mesi), è particolarmente attraente agli occhi di compagnie di assicurazione e fondi pensione che mirano ad inserirle nelle gestioni separate (ad esempio) per godere dei ritorni di lungo periodo, vista la penuria di rendimenti “certi” a breve termine sui titoli di Stato tradizionali.

Oggi, infatti in Italia un BOT a 12 mesi offre una perdita certa dello 0,35%, mentre un BTP con durata 5 anni consente di ottenere un rendimento dello 0,6%.

Certo la fiscalità è agevolata rispetto ad altri investimenti, ma tu presteresti i tuoi soldi ad un’azienda in crisi di utili da un decennio e con un debito di 2.300 miliardi di euro?

No?

Buon per te, perchè in circolazione ci sono 1.893.182 milioni di euro di titoli di Stato italiani e qualcuno li dovrà pur avere in portafoglio.

Quindi se non li hai tu, li ha il tuo vicino di casa ed il tempo per mantenerli nel proprio deposito titoli è scaduto.

All’estero le compagnie assicurative stanno uscendo dal mercato e dismettendo questi strumenti, perchè non più efficienti e sostenibili nel medio-lungo termine.

Ma se lo fanno questi colossi mondiali, cosa spinge a tenerli nel tuo portafoglio di investimenti?

Attenzione, la bolla del debito a un certo punto scoppierà e sarebbe il caso, in quel momento, di non avere il cerino in mano.

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