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Economia / Il quantitative easing prosegue (dimezzato), ma la resa dei conti si avvicina

La Bce continuerà a fornire liquidità al sistema finanziario almeno fino a settembre 2018, probabilmente anche oltre.

Ma il Quantitave Easing, cioè l’acquisto di titoli di Stati e privati da parte della Banca Centrale, da oggi viene dimezzato: si passa da 60 a 30 miliardi di euro al mese.

Il governatore Mario Draghi, in pratica, ha respinto la richiesta dei “falchi” tedeschi della Bundesbank di interrompere l’emissione di denaro, che serve a ridare fiato al sistema finanziario e a mantenere basso lo spread nei Paesi del Sud Europa, tra cui il nostro.

Ma ha dovuto diminuirne la portata.

Perché la direzione è segnata: il QE, che ha tenuto in piedi la baracca nel periodo più difficile, è comunque destinato a terminare.

E gli spread, ahimè, a riprendere a salire, anche se oggi i Btp a 3 anni sono tornati allo 0%, mentre è stabile il BOT a 12 mesi a -0,34%.

Prepariamoci dunque a un periodo di moderato rialzo dei Titoli di Stato, in attesa di periodi ben più turbolenti, che arriveranno con la fine del programma di QE e con l’approdo a Francoforte nel 2019 di un nuovo governatore, che sarà certamente tedesco (probabilmente Jens Weidmann) e di emissione monetaria non ne vorrà sentir parlare.

L’ho detto in precedenza e lo ripeto oggi: il QE, seppur necessario, è soltanto un palliativo.

Inietta denaro fondamentale per tenere sotto controllo lo spread e ristorare gli istituti finanziari in crisi, ma questo denaro non arriva, in forma di prestiti, fino all’economia reale

Stati e banche lo usano per ripianare le perdite o investirlo nel circuito finanziario, che offre rendimenti interessanti e sicuri. Non lo usano, quindi, per fornire una leva all’economia.

E infatti, ha detto Draghi ieri, anche con la congiuntura economica favorevole, in Eurozona l’inflazione rimane ben sotto l’obiettivo del 2%. Segno che la crescita è debole e i problemi strutturali rimangono.

Teniamo poi conto del fato che la Germania, che, in quanto azionista di maggioranza della Bce, di fatto è il Paese che più finanzia il QE, da tempo fa pressione affinché Draghi dia lo stop agli acquisti di Titoli.

Insomma, Supermario sta prendendo tempo ma prima o poi i problemi legati alla disparità tra le economie dell’eurozona riemergeranno e gli spread riprenderanno ad alzarsi.

Prepariamoci a ballare.

Nel frattempo, chi detiene Titoli di Stato stia attento alle oscillazioni.

I rendimenti riprenderanno ad aumentare e chi ha comprato nella fase di tassi più negativi può fare buoni affari.

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