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Economia / Compro obbligazioni e sono sicuro (di perdere)

Una volta gli Stati erano solidi e le banche erano sicure.

A quei tempi, del resto, si poteva dormire con le chiavi infilate nella porta di casa, perché nulla di grave o imprevisto sarebbe successo.

Poi negli anni sono scoppiati alcuni casi di “fallimenti” famosi e di “risparmio tradito”, ma il rischio percepito nel comprare obbligazioni continua a non essere reale.

E invece… Invece è proprio il caso di iniziare a ragionare.

E a preoccuparsi.

Quando un risparmiatore compra obbligazioni non sta investendo, sta PRESTANDO soldi ad un’azienda o ad uno Stato che, in base a un contratto da lui stesso redatto, si impegna a restituirteli ad una determinata scadenza, riconoscendo un determinato tasso di interesse.

Più il tasso è alto, maggiore è il premio al rischio; cioè più c’è rischio, più l’investitore chiede interessi per prestare soldi.

Infatti per finanziarsi sul mercato, lo Stato più sano si può permettere di pagare interessi più bassi perchè tu investitore sai che quasi certamente rientrerai in possesso dei tuoi soldi.

Lo Stato o l’azienda con l’acqua alla gola, invece, dovrà offrirti interessi più elevati per attrarre il tuo denaro.

Un banale esempio di stretta attualità riguarda il Venezuela, che in questi giorni ha dichiarato default.

Caracas nel 1997 ha emesso un titolo di Stato in dollari con durata 30 anni e tasso annuo 9,25%; nello stesso periodo lo Stato Italiano sulla medesima durata offriva un tasso attorno al 6,5%.

Dopo circa vent’anni, il titolo italiano ha una quotazione di circa 143, cioè chi ha messo soldi in quel titolo ha incamerato cedole annuali di 6,5% e oggi, se avesse acquistato in emissione, avrebbe un guadagno di un altro 43%.

Il titolo del Venezuela, invece, oggi quota circa 28 dollari perchè lo Stato sudamericano è in default, cioè è fallito.

Morale della favola: le obbligazioni, essendo quotate, vanno incontro a oscillazioni proprio come le azioni, anche se sulla base di criteri diversi.

Sono un rischio ma, al contrario delle azioni, oggi manco garantiscono potenziali buoni rendimenti.

Infatti attualmente il mercato obbligazionario è sommerso dalla liquidità erogata – per stimolare l’economia – dalle banche centrali.

Risultato: ci sono in giro per i mercati mondiali 11 TRILIONI di dollari in obbligazioni che hanno tasso negativo.

Cioè che non danno alcun guadagno, anzi.

Eppure… Eppure molti continuano ad investire in Btp o persino in obbligazioni della propria banca.

Se intendi investire sui Titoli di Stato, italiani o stranieri, rileggiti quanto ho scritto sopra.

Se invece vuoi addirittura acquistare bond del tuo istituto di credito, sappi che stai sbagliando tre volte, perché:

  • Corri il rischio bail-in, cioè di perdere tutto. La prospettiva ti piace?
  • Stai prestando soldi ad una banca che, almeno in Italia ma non solo, ha mediamente un modello di business vecchio, superato ed in pratica estinto.
  • Un titolo singolo è uno scommessa, non un investimento. Per le scommesse ci sono i cavalli, il bingo o i casinò.

Ricordatelo quando vai in banca la prossima volta.

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