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Economia / Guardare l’andamento dei tuoi investimenti ogni santo giorno è un danno. Ecco perché

Il risparmiatore medio cade spesso in un tranello psicologico, che la finanza comportamentale evidenzia spesso: ragionare solo nel breve termine e guardare troppo frequentemente ai risultati dei propri investimenti.

Chi investe, in realtà, non dovrebbe mai analizzare l’andamento dei prodotti finanziari acquistati ogni settimana o addirittura ogni giorno.

Già, perché così facendo l’emozione e soprattutto la paura di perdere soldi di fronte alle oscillazioni hanno il sopravvento. Nella testa del risparmiatore, infatti, esiste un’irrazionale (oltre che eccessiva) avversione al rischio che finisce per penalizzarlo.

Lo ha spiegato molto bene Richard Thaler, che proprio con i suoi studi sulla psicologia economica ha vinto lo scorso anno il Premio Nobel.

In un suo studio del 1995, Thaler dimostrava che chi valuta con frequenza eccessiva le performance del proprio portafoglio, finisce inevitabilmente, sotto la spinta inconscia delle emozioni e della paura di perdere soldi, per privilegiare le obbligazioni rispetto alle azioni.

Con due risultati: da un lato perde i potenziali guadagni che il mercato azionario può offrirgli, dall’altro, sottoscrivendo Titoli di Stato oppure obbligazioni societarie, finisce per concorrere a rendere i loro tassi sempre più bassi.

Chi invece valuta il proprio portafogli a intervalli di tempo più ampi, non si fa dominare dalla paura di perdere soldi e punta di più sulle azioni.

Uno studio dimostra che chi fa un’analisi dei propri investimenti mensilmente, finisce per investire in obbligazioni il 59% del proprio asset e il 41% in azioni. Per chi la fa annualmente, il rapporto è clamorosamente diverso: 30% obbligazioni, 70% azioni.

La conclusione è semplice: siccome tutti noi, inconsciamente, diamo più importanza al “non perdere” che al guadagnare, è importante che, una volta scelta una strategia di investimento, non la mettiamo in discussione continuamente, altrimenti finiremo per esagerare con la prudenza e non otterremo alcun rendimento interessante. Inoltre seguire i continui mutamenti del mercati, modificando le strategie quasi mai significa aumentare i rendimenti e/o la sicurezza del tuo patrimonio.

Per avere maggiore tranquillità, puoi sempre fare come suggerisce Thaler: organizzare i tuoi investimenti in tre comparti completamente separati tra loro, che lui chiama “Secchielli” di investimento.

Il primo, di modesta entità, ci servirà per la liquidità e il breve termine e avrà un breve orizzonte temporale.

Il secondo, più corposo, sarà dedicato all’obbligazionario, con orizzonte temporale di medio termine, come ad esempio il denaro destinato all’auto nuova.

Il terzo secchiello sarà dedicato al lungo termine (oltre 10 anni) e si incentrerà sull’azionario, che ha forti oscillazioni, ma alla lunga finisce sempre per offrire ritorni adeguati. Qui puoi incasellare i soldi necessari alla tua previdenza complementare.

Mentre il primo comparto puoi analizzarlo di frequente, ti consiglio di esaminare gli altri due solo di tanto in tanto. In questo modo potrai soddisfare il tuo impulso a “controllare” spesso i conti, senza per questo rinunciare ai prodotti finanziari che a lungo termine possono farti guadagnare sul serio.

E tu stai già utilizzando i “secchielli” per i tuoi soldi e i tuoi obiettivi di vita futuri?

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