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Economia / I tuoi Btp rappresentano un rischio, non fare lo str… uzzo

Hai notato quante volte nelle ultime settimane ho scritto di non privilegiare più i Titoli di Stato?

Se mi hai seguito sai che ho indicato ragioni molto precise: da un lato hanno da tempo rendimenti bassissimi, dall’altro questi titoli contengono una componente di rischio che molti continuano a non vedere e che invece esiste e che non è controbilanciata da tassi interessanti.

In pratica, se acquisti Bot e Btp non guadagni nulla e rischi che perdano improvvisamente valore.

Un tempo Bot, Btp e Cct, quando lo Stato aveva il completo controllo della politica monetaria, erano sicurissimi (e rendevano anche molto di più).

Ma adesso tutto dipende dai mercati e, in Europa, dalle mosse della Bce, che però deve mettere d’accordo tra loro Paesi molto diversi.

In questi anni Mario Draghi ha limitato i danni attraverso il Quantitative Easing, che protegge proprio i Titoli di Stato dei Paesi più deboli, come l’Italia.

I soldi iniettati dalla Bce infatti sono andati al sistema finanziario e bancario, che in gran parte li ha usati per comprare le obbligazioni anche dei Paesi in difficoltà, evitando impennate dello spread.

Ma il Quantitative Easing sta andando in soffita, tra un anno Draghi lascerà la Bce e i Paesi più forti, come la Germania, di altre iniezioni di liquidità non ne vogliono sapere.

Questo significa che in futuro i tassi potrebbero aumentare e con questi strumenti rischi di essere nudo in mezzo alla tempesta, cioè di perdere soldi.

Inoltre è di questi giorni la notizia che il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, ha proposto che, in caso di future crisi dei Paesi “deboli” dell’Eurozona, non intervenga soltanto la Bce, con le risorse quindi anche dei soci “forti”, ma siano chiamati a risponderne persino gli investitori privati detentori di Titoli di Stato, accettando una riduzione del loro valore.

In pratica, hai in portafoglio diecimila euro in Btp e di nuovo si genera una crisi sul debito italiano come nel 2011? Beh, stavolta potresti pagare anche tu e quei diecimila euro potrebbero diventare 9000, 8000, 5000.

La proposta olandese è appoggiata da Austria e Finlandia.

E certamente anche la Germania la pensa in modo simile, tanto che da tempo critica il Quantitative Easing.

Che cosa dovresti fare tu di fronte a questo scenario?

Il mio consiglio è molto semplice, ma non ti piacerà perché ti imporrà di vendere (e successivamente di evitare di acquistare) titoli singoli e di utilizzare una strategia di diversificazione.

Qui non si tratta soltanto di non guadagnare: qui c’è il rischio di perdere parte dei tuoi risparmi.

Per evitare questo sei pronto a cambiare?

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