Economia / Quattro mosse per dare scacco matto alla paura e vincere sui mercati

L’emozione che forse più influisce sul risparmiatore che investe per proteggere o accrescere il suo patrimonio è la paura.

Certo, i crack, le bolle speculative, le crisi sono pericolosi avversari, ma il nemico numero uno di qualunque risparmiatore/investitore sono le sue emozioni e principalmente la paura.

La finanza comportamentale studia il problema da quando è nata e da quando è nata cerca di offrire delle soluzioni che possano almeno limitare il problema.

Si, perché è vero quello quello che diceva il premio Nobel per l’economia Paul Samuelson:

“Investire dovrebbe essere noioso.

Dovrebbe essere un po’ come rimanere a guardare la vernice che si asciuga o l’erba che cresce.

Se cercate il brivido, prendete ottocento dollari e andate a Las Vegas, anche se non è facile diventare ricchi al casinò, alle corse dei cavalli e nemmeno alla Merrill Lynch”.

Ma l’essere umano, anche il più freddo dei professionisti, non è un robot e quindi con le proprie emozioni (la voglia di brivido, ma ancora di più l’avversione eccessiva al rischio e la paura di perdere) deve fare i conti.

Diventa perciò necessario elaborare qualche regola per gestirle, che ti consiglio di memorizzare (e di condividere con il tuo consulente. Anche se lui, in teoria, questi aspetti dovrebbe averli già presenti).

 

  • Il primo consiglio è di non applicare i comportamenti che hai normalmente di fronte a una sensazione di pericolo anche quando stai investendo sui mercati.

La paura è un sentimento necessario che ha la funzione di proteggerci.

Essa si basa in genere sull’esperienza passata: i nostri antenati hanno appreso dall’esperienza che non era il caso di fraternizzare con animali feroci o di mangiare certi prodotti della terra, perché chi lo aveva fatto prima di loro ci aveva rimesso le penne.

Sui mercati le cose stanno però in modo un po’ diverso: regole assolute non ne esistono, per cui negli investimenti è sbagliato immaginare il futuro sulla base di quello che è successo nel passato.

Se un determinato comportamento (per esempio: investire sul mattone) ti ha fatto guadagnare per decenni, la tua paura nell’attuarlo diminuirà sempre di più, fino al punto che, per eccesso di fiducia e non considerando inconsciamente il cambiamento del quadro generale, finirai per reiterarlo anche quando sarà dannoso.

Aggiornati sempre, invece.

 

  • Secondo consiglio: non cercare conferme alle tue scelte.

Per limitare la paura e per tutelare la nostra autostima, spesso finiamo per cercare dati e informazioni che ci confermino che le scelte che abbiamo fatto e che intendiamo continuare a fare sono quelle giuste.

Sbagliatissimo: la ricerca di notizie che confermano quello che desideriamo, ci farà ignorare le notizie che invece ci possono mettere sul chi vive!

 

  • Terzo consiglio: per esorcizzare la paura, l’animale chiamato uomo finisce istintivamente per seguire il gregge. Se non riflette, finirà per fare quello che fanno tutti perché lo fanno tutti.

Sbagliatissimo: come dice Warren Buffet, la ragione più stupida per comprare un’azione è il fatto che la sua quotazione sia in rialzo (o vendere un titolo mentre è ai minimi).

Seguire il gregge ti farà anzi inevitabilmente perdere i soldi, cammina in solitudine.

 

  • Ultimo consiglio: la diversificazione antipanico.

Sì, se diversifichi la tua paura non diventerà mai panico e manterrai la necessaria lucidità nelle scelte.

Riprendendo una frase di Mark Twain, “non può piovere ovunque e non può piovere sempre”.

Se hai messo i tuoi soldi in diversi strumenti finanziari e diverse strategie e orizzonti temporali, con differenti tipologie, hai ridotto i tuoi rischi al minimo.

 

Capito adesso quanto lo studio della mente, dell’emozione e dei comportamenti può essere utile, oltre che a sentirsi meglio con se stessi, anche al proprio portafogli?

Forse la psicologia non serve solo a far guadagnare gli psicologi.

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