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Economia / Far laureare tuo figlio può costarti fino a 50mila euro: ecco il segreto per trovarli senza stringere la cinghia

Si dice spesso che “oggi sono tutti laureati”, ma le cose non stanno affatto così: solo il 18% degli italiani è “dottore”, una cifra ben inferiore alla media europea del 27%.

Anche prendendo in esame i più giovani, il ritardo è evidente:  tra i 25 e i 34 anni risulta laureato il 26,4% degli italiani  contro il 38,8% in Ue.

Le cause di questo gap sono diverse, ma il fattore principale è quello economico.

Per far laureare un figlio, una famiglia deve spendere tanto: 3.000 euro l’anno, che però diventano 9.000 se si decide di studiare fuorisede, scegliendo una Università di particolare prestigio.

Secondo Federconsumatori, alla fine una laurea triennale può venire a costare 27mila euro ed una laurea magistrale 45mila euro. Ovviamente supponendo che lo studente non vada fuori corso, altrimenti le spese (nuove rette, vitto, alloggio, trasporto) aumentano ancora di più.

Sono costi a carico soprattutto di chi sceglie un’Università fuori dalla propria città di origine, che esistevano anche in passato.

Ma oggi ci sono due differenze importanti.

La prima è che di questi tempi la laurea non garantisce affatto un successivo posto di lavoro.

Trovano un impiego subito dopo la laurea (meglio se magistrale) soprattutto coloro che hanno studiato in materie legate alla medicina, alle scienze e all’economia e statistica, mentre un terzo dei laureati in ingegneria e diritto fanno fatica. Male i laureati in materie umanistiche, architettura e psicologia.

Il secondo problema che grava sull’investimento per far studiare i figli e che, dopo la laurea, potranno sì trovare lavoro, ma sarà generalmente mal pagato: il primo stipendio post-laurea mediamente è di 1.100 euro e ci vogliono in genere quattro anni per arrivare ad una cifra appena decente, 1.400 euro!

Mentre il primo problema (il rischio di non trovare lavoro) lo si può risolvere scegliendo oculatamente le facoltà che consentono maggiori sbocchi, per il secondo (investire decine di migliaia di euro in 5 anni per consentire al figlio di guadagnare uno stipendio inizialmente inferiore ai 1.500 euro mensili) non resta che esaminare le proprie finanze.

È bene assicurarsi in partenza che permettano di “tenere botta” ai costi che si sosterranno: tanti non lo fanno con il risultato che, gran parte degli studenti provenienti da famiglie con basso reddito, finiscono per abbandonare i corsi (il che significa aver buttato tempo e soldi).

Ma il mio consiglio è di prevenire il problema.

Hai un figlio?

Comincia a pensare ai suoi studi universitari quando è ancora piccolo.

Anticipa il regalo di laurea di diversi anni aderendo a un piano di accumulo a lui dedicato che sia sostenibile per le tue finanze e allo stesso tempo copra tutte le spese universitarie previste (sulla base dei numeri che ti ho mostrato sopra. In caso puoi usare anche questo utilissimo simulatore di costi: http://epheso.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/SchoolPlanning/School.htm).

Se sottoscrivi per tempo un PAC decennale (consiglio linea a prevalenza azionaria: rendimento atteso più elevato e il lungo termine ammortizza il rischio maggiore) con un costante versamento mensile, darai in mano a tuo figlio al compimento dei 18 anni tutti i soldi che gli serviranno per pagarsi gli studi. E se il pargolo non avrà voglia di studiare, potrà sempre cercarsi un lavoro e magari con quello proseguire nel piano di accumulo.

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