Il mio blogNews

Economia / L’importante è la salute, ma gli italiani sembra che non lo sappiano

Altro che “sanità gratuita e universale”, come, indirettamente, sancisce l’articolo 32 della nostra Costituzione.

E come, bene o male, è stato fino a qualche decennio fa, almeno in certe regioni.

A causa della costante sofferenza dei conti pubblici, negli anni tagli e ticket sono aumentati, il numero di farmaci e prestazioni a pagamento hanno subito un’impennata, le file per ottenere un esame diagnostico o un intervento chirurgico non hanno cessato di crescere.

Il risultato, secondo quanto dice l’ottavo rapporto di Rbm Assicurazione salute, è che gli italiani hanno pagato nel 2017 di tasca propria ben 39,7 miliardi di euro per curarsi, spesso usufruendo delle strutture private.

Una cifra enorme, che aumenta di anno in anno (+9,6% tra il 2013 e il 2017) e riguarda 44 milioni di persone, più di 2 su 3.

Significa che mediamente ogni anno gli italiani, nonostante il salasso in tasse che dovrebbero finanziare la sanità pubblica gratuita, pagano a testa 670 euro per curarsi, che diventano oltre il doppio (1.356 euro) per le persone anziane.

Tanti soldi, troppi.

Anche perché esiste una questione di giustizia sociale: alla fine a spendere di più sono naturalmente coloro che possono permetterselo (il 32% della spesa sanitaria a pagamento riguarda chi guadagna almeno 35mila euro all’anno), mentre il numero di coloro che rinunciano a curarsi per mancanza di denaro aumenta continuamente ed è percentualmente doppio rispetto alla media Ue.

Anche il sistema della detrazioni per spese sanitarie funziona male: alla fine i circa 17 miliardi detratti ogni anno per la salute finiscono per beneficiare soprattutto i redditi più elevati.

Il meccanismo è semplice: più alto è il reddito, più spendi per la tua salute, più benefici delle relative detrazioni.

Chi invece non spende perché non può, non beneficia ovviamente di alcuna detrazione e contiunuerà a spendere e curarsi sempre meno.

La soluzione, finché i conti dello Stato continueranno a essere un problema, non può che essere il ricorso agli strumenti della sanità integrativa (polizze sanitarie e fondi integrativi).

Eppure gli italiani continuano a non sottoscriverle: a fronte di costi per la salute che nel 2025 secondo gli esperti aumenterà ancora di un terzo per arrivare a 900 euro a testa, soltanto il 3,7% della spesa sanitaria totale è assicurata!

Una vera misera, se si pensa che le polizze del settore hanno costi assolutamente sostenibili e consentono anche di “far uscire” il rischio dal nucleo familiare o anche ereditario, nel caso dei fatti più gravi (permorienza e invalidità).

 Il problema, come sempre, è quello di non cedere alla pigrizia, ma di studiare e confrontare con il tuo consulente i vari prodotti, scegliendo quello più adatto al profilo tuo e della tua famiglia.

Risparmiare poche centinaia di euro all’anno di assicurazione (denaro che comunque, come hai potuto leggere sopra, spenderesti lo stesso tra ticket, farmaci, esami e visite specialistiche in strutture private o non convenzionate) per poi trovarti a dover far fronte a un salasso in caso di necessità senza nessuna copertura, è così conveniente?

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.