Il mio blogNews

Economia / La tua futura pensione? Come Godot

La pensione in Italia sta diventando come il signor Godot, il personaggio immortalato da Samuel Beckett che i due protagonisti dell’opera attendono, il cui arrivo è dato per imminente, ma che non si presenterà mai.

Intendiamoci: nel nostro caso Godot alla fine (non si sa bene quando) arriverà, ma quasi certamente non porterà in dono la soluzione ai tuoi problemi.

La rendita previdenziale che, limitandoti ad aspettarlo, ti consegnerà, sarà troppo piccola per darti tranquillità.

Ma come mai, se le incertezze del futuro pensionistico sono conosciute da tutti, solo otto milioni di italiani su 60 ricorrono alla previdenza complementare?

D’accordo, ci sono quelli che, a causa della crisi, non hanno le risorse per aderirvi.

Ma gli altri, perché si limitano ad aspettare Godot, che non arriverà mai?

Le ragioni non sono economiche, ma psicologiche.

Dipendono dalla tua testa. E sono principalmente le tre che vado a descriverti.

 

  • La prima è la tentazione della gratificazione immediata.

Ti faccio un esempio basato su un test effettivamente realizzato.

Ipotizziamo che tu sia a un lungo meeting di lavoro e che l’organizzatore ti chieda di scegliere, per l’appuntamento successivo la settimana seguente, se allora preferirai fare un break avendo come spuntino una banana o una barretta di cioccolato.

Il 74% delle persone presenti in sala ha risposto di preferire la banana: meno golosa del cioccolato, ma più sostanziosa per affrontare il lungo meeting.

Quando però, la settimana seguente, gli organizzatori sono passati tra i partecipanti offrendo banane e barretta di cioccolato, tutti i buoni propositi di sette giorni prima sono crollati: il 70% ha scelto il cioccolato.

In altre parole: non ha resistito ad avere una gratificazione immediata.

Lo stesso succede con i nostri soldi: molti non aderiscono a piani di previdenza complementare (o a piani di accumulo) perché cedono alla tentazione di non mettere da parte per il futuro una parte dei loro guadagni, preferendo spenderli (o tenerli in tasca) subito.

 

  • Il secondo freno psicologico si chiama inerzia.

Altro esempio.

In Germania, quando fai la tua carta di identità, devi indicare barrando una casella se vuoi che, in caso di morte, i tuoi organi vengano donati.

Soltanto il 12% delle persone barra la casella: riflettere sull’argomento (poco piacevole), prendere un impegno e mettere una crocetta non è cosa che tutti hanno voglia di fare.

In Austria, invece, la casella la devi barrare soltanto se NON vuoi che i tuoi organi siano donati.

Risultato: solo l’1% decide di non donare gli organi.

Lo stesso avviene per il tuo piano pensionistico integrativo: pensare al problema, studiare le varie opzioni offerte dal mercato, sottoscriverlo, costa fatica.

Eppure ci sono io, consulente, che posso aiutarti a scegliere al meglio. Ma niente, inerzia e pigrizia fanno sì che molti preferiscano mettere la testa sotto la sabbia.

 

  • Il terzo ostacolo della nostra psiche che tiene tanta gente lontana dall’affrontare il problema è l’avversione alla perdita.

È stato fatto uno studio e a un gruppo di scimmie è stata data una mela ciascuna.

A un altro gruppo, ne sono state due a ciascun animale, ma la seconda poi è stata tolta.

Alla fine, le scimmie di entrambi i gruppi avevano tutte una sola mela, ma quelle del primo gruppo erano soddisfatte, quelle del secondo gruppo arrabbiate, perché avevano perso qualcosa che ritenevano loro.

L’avversione alla perdita (e il ragionamento vale anche per il rischio) è tipica della psicologia di chi investe: si dà molto più valore alle perdite che ai guadagni.

Anche questo spiega perché tanti facciano resistenza all’idea di privarsi di una seppur piccola parte del loro guadagno per investirla in un piano previdenziale, come se i soldi a cui rinunci oggi finissero in un buco nero, mentre in realtà rimangono a te e con il tempo aumenteranno di valore grazie ai rendimenti del piano!

 

Come vedi, i meccanismi della tua mente possono pregiudicare il tuo futuro previdenziale e il tuo portafoglio più dell’andamento dei mercati.

E io, come consulente, non posso che metterti in guardia e aiutarti a disinnescarli.

Sarà più facile di quanto credi.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.