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Economia / Quando il consulente fa il pavone: come riconoscere i professionisti che non fanno per te

Ti dico sempre che, se non sei un grande conoscitore dei mercati e un modello di razionalità e lucidità nelle scelte, per investire bene i tuoi soldi devi affidarti a un consulente.

Se vuoi evitare di fare scelte di investimento basate sull’emotività e su scorrette valutazioni dei prodotti finanziari disponibili, devi farti aiutare da un professionista.

Attenzione, però, non tutti i consulenti finanziari vanno bene per te.

Il consulente è come lo psicologo: può e deve dirti anche le cose che non ti fanno piacere, ma l’importante è che sappia capirti e tu “senta” che è la persona giusta per aiutarti ad ottenere i tuoi obiettivi di vita.

La scelta del consulente finanziario è quindi affidata anche a un elemento soggettivo, al “feeling” tra te e lui.

Ci sono però alcune caratteristiche “oggettive” che ti dovrebbero aiutare a riconoscere chi NON VA BENE per consigliarti.

Si tratta di comportamenti, atteggiamenti e modi di pensare che si possono riscontrare in alcuni professionisti e che, se fossi in te, mi metterebbero in allarme.

Ti indico quali sono i principali.

 

Il Pavone. Non va bene quel consulente che mostra un’eccessiva sicurezza e autostima, al punto da fare spesso previsioni.

L’overconfidence (eccesso di sicurezza) si manifesta quando il consulente si cimenta davanti al cliente in analisi e dissertazioni su tematiche economico-finanziarie: l’andamento delle borse, dei tassi di interesse, del cambio euro-dollaro.

Conoscere i mercati e ragionare sul loro futuro andamento è giusto e necessario, sciorinare il proprio sapere azzardandosi a dar per certi sviluppi che sono sempre imprevidibili, indica più attenzione all’autoelogio che alle necessità del risparmiatore.

E può condurre all’errore (coi soldi altrui).

 

Il Conformista. E’ quel consulente, soprattutto se di una certà età, che, basandosi sulla sua pur preziosa epserienza, si azzarda a dire che questa o quell’azione, questo o quel tasso, questo o quel mercato sicuramente si alzeranno o si abbasseranno e quindi bisogna certamente “vendere” o “comprare”, “investire” o “disinvestire”, perché “le cose hanno sempre funzionato così”, “i cicli finiscono” e così via.

In realtà la realtà finanziaria odierna è completamente cambiata e non è saggio misurare l’oggi con i parametri che valevano ieri.

 

Il Guru. È quel consulente che attribuisce le buone performance ottenute alla sua abilità e i cattivi risultati a tutti fuorché a lui stesso, dando la colpa al gestore, dei mercati, a Draghi, a Trump o magari, senza dirlo esplicitamente, al cliente stesso.

Chi non ammette errori propri e non considera il ruolo che la fortuna ha in questa attività (marginale, ma reale) non migliorerà mai.

E anche tu risparmiatore hai bisogno di una persona che cresca in competenza e sappia fare dentro se stesso autocritica.

 

La Pecora. Senza offesa, sia chiaro, ma alcuni consulenti adottano un tipico atteggiamento di tanti risparmiatori: seguono il gregge.

Ci sono consulenti che consigliano prodotti finanziari seguendo l’onda del momento, cioè la moda oppure che si lasciano influenzare dall’abilità dei commerciali di questa o quella casa di investimento nel promuovere le loro soluzioni.

Il consulente deve essere razionale e non innamorarsi di un prodotto o di un società del mercato.

 

Il Sostituto. È quel consulente che, senza rendersene conto, sostituisce il proprio profilo di rischio a quello del cliente.

Le scelte di investimento vengono cioè fatte sulla base delle credenze, delle aspettative, dei timori, dell’età e della propensione al rischio del consulente, e non del risparmiatore che consiglia e assiste.

Spesso, anche senza accorgersene, il consulente percepisce l’insieme dei portafogli dei clienti come un tutt’unico. Peccato che i soldi investiti non siano i suoi, ma i tuoi!

Non rinunciare a un consulente: nove volte su dieci è indispensabile che tu, investitore e risparmiatore, ne abbia bisogno.

Ma prima di sceglierlo o di mantenerlo, esamina bene le sue parole, i suoi atteggiamenti e il suo modo di agire.

Cambiare professionista non è un insulto; perdere una parte dei tuoi risparmi per gli errori di chi deve aiutarti a centrare i tuoi obiettivi finanziari, e quindi di vita, è molto peggio.

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